Alto Adige, 08.06.2026
L’inclusione scolastica può funzionare solo se gli alunni e le alunne con disabilità ricevono il supporto necessario per il loro percorso educativo, la loro partecipazione e il loro successo scolastico. La realtà in molte scuole in lingua italiana dell’Alto Adige, tuttavia, è ben diversa.
All’AEB – Genitori Attivi di Persone con Disabilità – continuano ad arrivare segnalazioni di situazioni nelle quali le risorse disponibili per l’inclusione scolastica non sono sufficienti a rispondere ai bisogni reali di bambini, bambine, ragazzi e ragazze con disabilità. Le conseguenze sono interventi di sostegno insufficienti, maggiori difficoltà nel percorso di apprendimento e un crescente carico per le famiglie, gli insegnanti e le scuole.
In queste condizioni, una scuola realmente inclusiva non può funzionare.
Un problema strutturale
La causa non è soltanto la carenza di personale qualificato. Un problema fondamentale riguarda anche l’attuale quadro normativo che disciplina l’assegnazione degli insegnanti di sostegno.
Da anni viene criticato il sistema con cui viene determinato il numero dei posti di sostegno in Alto Adige. Tale sistema si basa su un rapporto numerico rigido legato al numero complessivo degli alunni e delle alunne e non tiene adeguatamente conto dei bisogni effettivi degli studenti e delle studentesse con disabilità. Di conseguenza, le risorse disponibili risultano spesso insufficienti per garantire un’inclusione scolastica efficace.
I bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze con disabilità hanno il diritto all’istruzione, alla partecipazione e a un sostegno individualizzato. Questo diritto non può dipendere da calcoli statistici o da quote di personale prefissate.
L’impegno dell’AEB
L’AEB si impegna, insieme alle famiglie, ai professionisti del settore e ad altre organizzazioni, affinché le norme vigenti vengano riviste e adeguate ai bisogni reali degli alunni e delle alunne con disabilità.
In particolare, l’AEB chiede:
- un’assegnazione degli insegnanti di sostegno basata sui bisogni effettivi degli studenti;
- una revisione delle attuali modalità di calcolo dei posti di sostegno;
- risorse umane adeguate per garantire un’inclusione scolastica efficace;
- strategie a lungo termine per attrarre e mantenere personale qualificato nel settore dell’inclusione;
- condizioni stabili e affidabili per gli alunni, le famiglie e le scuole.
L’inclusione non può rimanere una semplice dichiarazione di principio. Deve tradursi in un sostegno concreto e percepibile nella quotidianità scolastica.
L’AEB continuerà a impegnarsi con determinazione affinché tutti gli alunni e tutte le alunne con disabilità ricevano il supporto necessario per una partecipazione piena e paritaria al sistema educativo.
Il gruppo di lavoro Scuola dell’AEB, guidato da Nadia Nadal, segue da vicino questa problematica e si adopera affinché tutti gli alunni e le alunne possano beneficiare di una scuola realmente inclusiva e adeguatamente sostenuta.