Scuola per tutti – Rafforzare ulteriormente il sostegno individuale
GAIA e l’associazione AEB chiedono una scuola inclusiva, di alta qualità e adeguata ai bisogni di ogni studente
31 luglio 2026
Nel corso del recente incontro tra la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Daniela Höller e la sua collaboratrice Lara Letrari con la presidente dell’associazione AEB (Genitori attivi per l’inclusione delle persone con disabilità APS) Angelika Stampfl, la componente del direttivo e responsabile del gruppo di lavoro Scuola dell’AEB Bernardette Ramoser e la direttrice Esther Degasperi, è stata evidenziata la crescente necessità di personale specializzato per il supporto scolastico (insegnanti di integrazione e collaboratrici/collaboratori all’integrazione), nonché l’importanza di una formazione specifica e della continuità di tali figure professionali. È stato ribadito ancora una volta che, a tal fine, sono particolarmente importanti organici attrattivi e stabili, accompagnati dalla necessaria certezza nella pianificazione, nonché una strategia del personale orientata al lungo periodo.
In base all’art. 23 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, secondo cui bambine, bambini e adolescenti con disabilità hanno diritto a un sostegno speciale, a un’educazione adeguata e a un percorso formativo personalizzato, tutte le alunne e tutti gli alunni devono poter beneficiare, in tutte le istituzioni scolastiche, di un sostegno e di un accompagnamento adeguati ai propri bisogni individuali. Questo è essenziale affinché possano sviluppare al meglio le proprie potenzialità e ricevere una preparazione adeguata alla vita professionale.
“I genitori di bambine e bambini con disabilità lottano spesso fin dalla nascita affinché i loro figli abbiano le stesse opportunità di tutti gli altri. Molte famiglie, dopo anni di impegno costante, sono esauste. La scuola non deve trasformarsi in un’ulteriore battaglia, ma essere un luogo in cui ogni bambina e ogni bambino riceve il sostegno necessario per il proprio sviluppo”, afferma Bernardette Ramoser.
La Garante per l’infanzia e l’adolescenza Höller sottolinea: “Una formazione inclusiva e di qualità e una completa partecipazione sociale possono realizzarsi solo se il sostegno viene garantito in modo adeguato ai bisogni individuali. A tal fine sono necessarie, oltre a risorse sufficienti, un’informazione tempestiva alle famiglie sulle normative vigenti, sulle competenze dei diversi soggetti coinvolti e sulle possibilità di sostegno disponibili, nonché una stretta collaborazione tra tutti gli attori interessati.”
La Garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’AEB chiedono che vengano assegnate tutte le ore di insegnanti di integrazione e di collaboratrici e collaboratori all’integrazione definite in base al fabbisogno individuale di sostegno, sulla base delle valutazioni tecniche e professionali effettuate.
La carenza di personale o le difficoltà organizzative della scuola non devono mai andare a discapito delle bambine e dei bambini con disabilità. In una sentenza della Corte di Cassazione pubblicata di recente si afferma che “è pertanto l’amministrazione scolastica a dover adattare la propria organizzazione alle esigenze della persona, non viceversa.”
Alto Adige, 08.06.2026
L’inclusione scolastica può funzionare solo se gli alunni e le alunne con disabilità ricevono il supporto necessario per il loro percorso educativo, la loro partecipazione e il loro successo scolastico. La realtà in molte scuole in lingua italiana dell’Alto Adige, tuttavia, è ben diversa.
All’AEB – Genitori Attivi di Persone con Disabilità – continuano ad arrivare segnalazioni di situazioni nelle quali le risorse disponibili per l’inclusione scolastica non sono sufficienti a rispondere ai bisogni reali di bambini, bambine, ragazzi e ragazze con disabilità. Le conseguenze sono interventi di sostegno insufficienti, maggiori difficoltà nel percorso di apprendimento e un crescente carico per le famiglie, gli insegnanti e le scuole.
In queste condizioni, una scuola realmente inclusiva non può funzionare.
Un problema strutturale
La causa non è soltanto la carenza di personale qualificato. Un problema fondamentale riguarda anche l’attuale quadro normativo che disciplina l’assegnazione degli insegnanti di sostegno.
Da anni viene criticato il sistema con cui viene determinato il numero dei posti di sostegno in Alto Adige. Tale sistema si basa su un rapporto numerico rigido legato al numero complessivo degli alunni e delle alunne e non tiene adeguatamente conto dei bisogni effettivi degli studenti e delle studentesse con disabilità. Di conseguenza, le risorse disponibili risultano spesso insufficienti per garantire un’inclusione scolastica efficace.
I bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze con disabilità hanno il diritto all’istruzione, alla partecipazione e a un sostegno individualizzato. Questo diritto non può dipendere da calcoli statistici o da quote di personale prefissate.
L’impegno dell’AEB
L’AEB si impegna, insieme alle famiglie, ai professionisti del settore e ad altre organizzazioni, affinché le norme vigenti vengano riviste e adeguate ai bisogni reali degli alunni e delle alunne con disabilità.
In particolare, l’AEB chiede:
- un’assegnazione degli insegnanti di sostegno basata sui bisogni effettivi degli studenti;
- una revisione delle attuali modalità di calcolo dei posti di sostegno;
- risorse umane adeguate per garantire un’inclusione scolastica efficace;
- strategie a lungo termine per attrarre e mantenere personale qualificato nel settore dell’inclusione;
- condizioni stabili e affidabili per gli alunni, le famiglie e le scuole.
L’inclusione non può rimanere una semplice dichiarazione di principio. Deve tradursi in un sostegno concreto e percepibile nella quotidianità scolastica.
L’AEB continuerà a impegnarsi con determinazione affinché tutti gli alunni e tutte le alunne con disabilità ricevano il supporto necessario per una partecipazione piena e paritaria al sistema educativo.
Il gruppo di lavoro Scuola dell’AEB, guidato da Nadia Nadal, segue da vicino questa problematica e si adopera affinché tutti gli alunni e le alunne possano beneficiare di una scuola realmente inclusiva e adeguatamente sostenuta.